Make in Italy lancia il censimento dei FabLab e dei makerspace italiani


La rapida diffusione dei laboratori di fabbricazione digitale (FabLab e non solo) in Italia sta coinvolgendo centinaia, o probabilmente migliaia, di persone che spinte da varie motivazioni investono tempo, risorse ed energia in qualcosa di inedito: stiamo assistendo alla nascita di laboratori non solo nelle principali città ma anche nei centri minori, dentro scuole, biblioteche, musei, garage, capannoni e istituti di ricerca. Luoghi attrezzati con macchinari di fabbricazione digitale (stampanti 3D, tagliatrici laser, frese, strumenti per lavorazioni elettroniche e altro) ma anche e soprattutto contenitori di persone e progetti. Il makerspace è un laboratorio felice, un contesto favorevole dove si impara e si insegna.
Ognuna di queste storie è diversissima dalle altre: gruppi di appassionati che si dividono le spese e danno vita ad una comunità locale, enti pubblici che investono nella formazione, aziende che credono in nuove modalità di ricerca e progettazione, scuole che portano l’esperienza pratica nell’insegnamento e altro ancora. Alcune iniziative nascono con un chiaro intento hobbystico (ma non si sottovaluti la potenza del gioco come mezzo di apprendimento o ricerca!), altre nascono come startup e puntano ad uno sviluppo economico, altre supportano realtà esistenti come coworking, aziende, università a cui forniscono un bacino di persone e attività complementari.

La Fondazione Make in Italy CdB ha avviato un censimento di questi laboratori in Italia. È il primo di una serie di studi che saranno svolti mediante raccolta di dati, e che affronteranno i diversi aspetti della gestione, delle attività e dell’impatto dei FabLab e degli altri laboratori. Questa attività di studio rientra negli scopi statutari della Fondazione che ha come missione il supporto e lo sviluppo della comunità maker italiana. A distanza di due anni dalla nascita del fenomeno maker nel nostro Paese vogliamo ragionare su dati per capire la natura e l’entità delle energie che si stanno mettendo in campo.

Già negli ultimi mesi si stanno moltiplicando studi d’iniziativa privata, ma dal momento che la Fondazione è un ente senza scopo di lucro pubblicheremo tutti i risultati delle nostre indagini sottoforma di open data oltre che come report in due lingue.

FabLab, makerspace, laboratori di ogni genere: aiutateci rispondendo alle domande che trovate a questo indirizzo:

http://survey.makeinitaly.foundation/index.php/478443